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Raccolta Differenziata

Risposta all’inadeguato quanto spiacevole attacco di uno dei 57 soci dell’Azienda

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L’Azienda Cosmari ha il dovere di proporre strategie d’impresa per migliorare in primisi i costi e la qualità dei servizio ai cittadini, ma anche per investire così come si sta facendo negli ultimi anni, in tutti quegli interventi migliorativi compresa la sicurezza e l’abbattimento dei cattivi odori.

L’impianto COSMARI è perfettamente in grado, sia come autorizzazioni che come gestione, di poter trattare in assoluta sicurezza e senza impatti tali rifiuti che porterebbero alle casse della società per l’anno in corso oltre mezzo milione di euro.

Solo nell’aprile scorso la Provincia di Macerata ha rinnovato a Cosmari l’Autorizzazione Integrata Ambientale, concedendo l’aumento delle quantità trattabili di frazione compostabile da 49.400 ton/anno a 70.000 ton/anno. Tutto ciò perché gli organi tecnici della Provincia, l’ARPAM e l’ASUR, hanno ritenuto l’impianto perfettamente in grado di raggiungere tale potenzialità. Se si pensa che la produzione della provincia si aggira intorno a 55.000 ton/anno, è evidente la perfetta compatibilità di ricevere le quantità di organico richieste.

Il COSMARI, per maggiore tranquillità, ha ritenuto in ogni caso di dare parere tecnico favorevole al conferimento dei quantitativi proposti dalla Provincia di Ancona purché si iniziasse dopo il mese di settembre, ormai ad ottobre inoltrato, quando ogni possibile effetto odorigeno fosse del tutto scongiurato.

Il Sindaco Monti continua a parlare di colpa del COSMARI e di cattiva gestione delle lavorazioni. Quello del COSMARi è per dimensioni e ciclo di attività il più grande impianto delle Marche, produce oltre 15 mila ton di compost, utilizzabile nelle aree agricole e nella coltura biologica, perfettamente funzionante e giudicato dagli esperti nazionali tra le migliori gestioni.

Giudizi disdicievoli e populisti, come quelli del Sindaco Monti, non sono suffragati nemmeno dai pareri degli organi tecnici di controllo. Nessuno nega che l’impianto di compostaggio sia comunque un impianto rigorosamente di massima attenzione e di continuo monitoraggio con l’impatto ambientale ma squalificare gli enormi sforzi compiuti in questi anni per la mitigazione degli impatti significa voler screditare una realtà di tutto rispetto e in questo Monti non trova d’accordo nemmeno gli enti competenti (Provincia) e gli organi tecnici e di controllo, gli stessi che hanno ritenuto che l’impianto potesse essere autorizzato ad ampliare la produzione per i prossimi anni, in primis la stessa Provincia di Macerata.

La verità, al di là degli spiacevoli interventi, è che chi soffrirà di questo diniego saranno tutti i cittadini della nostra provincia, che si troveranno a dover sostenere costi che avrebbero potuto evitare grazie ad un’ottica meno campanilistica. Cosmari  non è una cattedrale nel deserto dove si lavora a danno dei cittadini, Cosmari è una risorsa preziosa dove si opera con responsabilità, professionalità e strategia d’impresa per il bene ed il futuro del territorio e ci auguriamo che i Sindaci, per primi, abbiano già fatto proprio questo concetto.

Inoltre, a conclusione ma non da ultimo, si ricorda che la possibilità di trattare rifiuti organici provenienti da Ancona era già stata prevista nel bilancio approvato all’unanimità nella seduta dello scorso 4 agosto, dove era presente e votante lo stesso Sindaco di Pollenza.

 
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